La dimensione politica e sociale dell'insegnamento delle lingue straniere in Europa: La costruzione sociale delle lingue forti e deboli
Le politiche linguistiche si presentano quasi sempre correlate alle condizioni e ai bisogni sociali che uno Stato mette in rilievo, e si relazionano alle tendenze ed alle esigenze della struttura politica ed economica sovranazionale alla quale appartiene. In molti paesi europei, l’insegnamento delle lingue straniere è stato sempre condizionato da politiche che favorivano la promozione di una sola lingua, trascurando la realtà economica, culturale e sociale del Paese locale.
L’esempio di lingue come l’italiano, presentato come lingua debole rispetto ad altre, come l’inglese, dimostra l’effetto della politica effettiva, seguita in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale. Indipendentemente dai rapporti economici tra i Paesi europei, lo scambio culturale e il continuo contatto tra i loro popoli, le politiche locali e europee continuano a promuovere l’apprendimento delle cosiddette lingue forti, imponendo certi bisogni linguistici ai loro cittadini.
L’antitesi tra la realtà sociale e la politica linguistica locale ed Europea costituisce lo stimolo di questo convegno, che ha lo scopo di informare i partecipanti sulle dimensioni economiche, politiche, culturali e linguistiche che favoriscono, se non impongono, l’insegnamento di lingue non promosse dall’UE, come l’italiano, e il loro appoggio a livello istituzionale.
Tematiche del convegno
Tenendo conto delle considerazioni precedenti, il convegno mira a trattare le tematiche seguenti :
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La dimensione economica: Il rapporto tra le relazioni economiche tra i paesi europei (esportazioni-importazioni, imprese attive nei vari paesi europei, scambi turistici) e la loro politica sull’insegnamento delle lingue straniere.
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La dimensione linguistica-sociolinguistica: numero di studenti che studiano lingue europee, dati quantitativi e qualitativi dei sistemi di certificazione, le relazioni tra le lingue (dialetti e idiomi provenienti da altre lingue).
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La dimensione politica: Il percorso dell’insegnamento delle lingue straniere nella Pubblica Istruzione, la reciprocità dell’insegnamento delle lingue straniere nei paesi d’Europa in base agli accordi tra di loro.
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La dimensione culturale: i contatti storici, letterari e artistici tra i paesi.